top of page
abeea36b-7b46-4ecd-a2f0-da29f2125ebb_edited.jpg

Un manoscritto smembrato del Lancelot en Prose

Ricostruzione di un manoscritto miniato del XV secolo

​

Dalle tre miniature del Museo Amedeo Lia della Spezia alla ricostruzione filologica di un codice disperso tra musei e collezioni private.

​

Un manoscritto perduto, una storia ritrovata

Intorno al 1440, a Parigi, nella bottega di Jean Haincelin, identificato con il Maître de Dunois, venne realizzato un sontuoso manoscritto miniato del Lancelot en prose, uno dei più importanti cicli narrativi della letteratura arturiana medievale.

Il codice, che comprendeva il Lancelot propre, la Queste del Saint Graal e la Mort le roi Artu, fu smembrato nell'Ottocento. Le sue miniature, ritagliate dalle pagine, vennero separate dal testo e disperse attraverso il mercato antiquario.

Del libro originario sopravvivono quindi solo ritagli.

La ricerca, condotta attraverso l'esame dei testimoni manoscritti, delle miniature superstiti e della documentazione relativa alla loro circolazione, ha consentito di ricostruire una parte significativa della struttura originaria del codice e del suo programma iconografico.

​

Le tre miniature del Museo Amedeo Lia

Il punto di partenza dell'indagine è costituito da tre miniature conservate presso il Museo Civico Amedeo Lia della Spezia, la cui provenienza da uno stesso manoscritto era già nota. Mancava, tuttavia, una ricostruzione filologica capace di restituire la loro esatta posizione all'interno della narrazione.

La soluzione è venuta dall'esame dei retri delle miniature.

Sebbene ritagliate dalle pagine del manoscritto, le tre immagini hanno conservato sul retro alcune righe del testo originario, generalmente da quattordici a sedici. La trascrizione e l'identificazione di queste porzioni testuali hanno permesso di riconoscere gli episodi narrativi corrispondenti.

È stato così possibile stabilire che l'ordine delle tre miniature nel manoscritto originario non coincide con la loro successione nell'inventario del Museo.

L'indagine corregge quindi la disposizione narrativa precedentemente attribuita alle immagini e restituisce loro il contesto letterario perduto.

​

La scoperta del manoscritto BnF français 111

Un risultato decisivo della ricerca è stato il riconoscimento del manoscritto Paris, Bibliothèque nationale de France, français 111, quale copia fedele del codice smembrato.

Questo testimone, realizzato a Poitiers intorno al 1480, permette di confrontare sistematicamente il testo e le immagini superstiti con una tradizione figurativa conservata in forma organica.

Il confronto non si limita a individuare episodi analoghi: consente di verificare la successione narrativa delle scene, di riconoscere le corrispondenze iconografiche e di ricostruire l'organizzazione del manoscritto perduto.

Il BnF fr. 111 costituisce dunque una testimonianza fondamentale per la restituzione virtuale del codice quattrocentesco.

 

Ricostruire il manoscritto attraverso la filologia

L'indagine combina diversi strumenti:

  • la lettura e la trascrizione dei testi conservati sul verso delle miniature;

  • il confronto con la tradizione manoscritta del Lancelot en prose;

  • l'analisi delle corrispondenze tra testo e immagine;

  • lo studio delle caratteristiche materiali dei ritagli superstiti;

  • l'esame dei cataloghi antiquari e delle testimonianze fotografiche;

  • la ricostruzione delle provenienze e degli spostamenti delle singole miniature.

Il lavoro ha permesso di identificare e ricollocare numerose miniature oggi disperse. La ricostruzione propone inoltre un programma iconografico originario di 278 miniature.

​

Lo smembramento di un manoscritto comporta una perdita che va ben oltre la distruzione della sua unità materiale.

Quando una miniatura viene ritagliata e venduta, perde il rapporto con il testo che accompagnava, con le immagini precedenti e successive e con l'organizzazione complessiva del racconto.

La ricostruzione filologica permette di recuperare almeno una parte di queste relazioni.

Nel caso del Lancelot, le tre miniature del Museo Lia, considerate per lungo tempo soprattutto come testimonianze pittoriche, diventano documenti essenziali per comprendere la struttura di un manoscritto altrimenti perduto.

La ricerca dimostra come la filologia romanza, la codicologia e la storia dell'arte possano concorrere alla ricostruzione del patrimonio librario smembrato.

​

Il video di presentazione

In questa breve intervista, realizzata in francese nel novembre 2026, vengono presentate le principali tappe dell'indagine: le tre miniature conservate alla Spezia, l'identificazione dei testi superstiti, la scoperta del rapporto con il BnF fr. 111 e la ricostruzione del codice originario.

Il video introduce il metodo e i risultati della ricerca, mostrando come sia possibile recuperare la struttura di un manoscritto medievale anche quando il volume materiale non esiste più.

Intervista in francese, durata: circa 6 minuti.

​

​

​

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link per sfogliare il volume

Le storie di Lancillotto al Museo Civico Amedeo Lia della Spezia

Le miniature di Jean Haincelin, Maître de Dunois, e il BnF fr. 111: ricostruzione di un manoscritto smembrato.

Carla Rossi — Éditions Pigouchet, 2026.

​

La ricostruzione del Lancelot rimane aperta.

Altre miniature potrebbero trovarsi in collezioni pubbliche o private senza essere state ancora riconosciute come appartenenti allo stesso manoscritto. Anche cataloghi di vendita, fotografie storiche e documenti di provenienza possono contribuire a recuperarne la memoria.

La ricerca prosegue nell'ambito degli studi dedicati alla ricostruzione filologica e digitale dei manoscritti smembrati.

bottom of page