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Sofonisba Anguissola

Questa sezione è dedicata alle ricerche condotte intorno a Sofonisba Anguissola, figura di primo piano della pittura europea del Rinascimento. Raccoglie studi sull’analisi stilistica delle opere, sull’esame delle fonti storiche e sulla ricostruzione dei contesti di produzione e circolazione, con particolare attenzione al ruolo dell’artista nelle reti culturali e sociali del suo tempo, in particolare a Paternò.

I contributi qui presentati si inseriscono in una riflessione più ampia sulla presenza delle donne nella storia dell’arte e sulle forme di riconoscimento loro riservate tra l’Italia, la Spagna e gli ambienti delle corti europee. Questo approccio coniuga ricerca archivistica, osservazione diretta delle opere e studio delle tradizioni pittoriche, allo scopo di fare luce sui percorsi, sulle committenze e sulla trasmissione dei modelli artistici legati all’attività di Sofonisba Anguissola.

Sofonisba Anguissola

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L'articolo riesamina le date di nascita e di morte di Sofonisba Anguissola sulla base di una nuova lettura del Taccuino italiano di Antoon van Dyck. La corretta interpretazione dell’annotazione del 12 luglio 1629, a lungo letta come 1624, consente di collocare la nascita della pittrice nel 1532 e conferma l’incontro con Van Dyck all’età di novantasei anni, come riferisce lo stesso maestro fiammingo.

L’espressione «pittora de natura et miraculata» viene ricondotta al linguaggio devozionale palermitano successivo alla peste, chiarendone così il significato e la portata nel contesto spirituale e culturale dell’epoca.

La scoperta, da parte di Giovanni Mendola, dell’atto del 26 novembre 1630, nel quale Orazio Lomellini risulta già risposato, consente inoltre di collocare la morte di Sofonisba tra l’estate del 1629 e l’estate del 1630. L’articolo prende in esame anche l’inventario post mortem dei beni di Lomellini, caratterizzato da un insieme pittorico di insolita ricchezza.

La presenza di un San Carlo Borromeo recentemente riapparso sul mercato antiquario, insieme ad altre opere legate all’ambiente artistico di Sofonisba, apre infine nuove piste attributive e offre ulteriori elementi per comprendere l’eredità materiale della pittrice negli ultimi anni della sua vita.

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Edizione critica commentata dell'atto di donazione della tavola della Madonna dell’Itria e studio dei mottetti raffigurati nella tavola

L’articolo presenta l’edizione critica commentata dell’atto notarile con il quale Sofonisba Anguissola dona la tavola della Madonna dell’Itria. Il documento, già letto in maniera parziale e talvolta condizionato da presupposti interpretativi, viene qui riesaminato sulla base di una nuova trascrizione semidiplomatica, fondata su rigorosi criteri paleografici e linguistici, con scioglimento sistematico delle abbreviazioni, rispetto delle formule notarili e precisa distinzione tra dato documentario e interpretazione. L’analisi dimostra che l’atto non contiene alcuna dichiarazione di autorialità del dipinto, ma costituisce esclusivamente una donazione votiva accompagnata da obblighi liturgici connessi alla celebrazione periodica di messe per l’anima di Don Fabrizio Moncada.

Parallelamente allo studio del documento, il contributo esamina i due libri corali raffigurati nel dipinto. L’osservazione ravvicinata delle pagine mette in evidenza pentagrammi a cinque linee, notazione mensurale bianca, teste vuote delle semibrevi, minime con gambo, legature e il possibile impiego della chiave di Do: elementi che escludono il canto piano e attestano, al contrario, una scrittura polifonica misurata. Il grande formato dell’impaginazione, destinato a una lettura collettiva, insieme all’allineamento verticale delle figure ritmiche, suggerisce una prassi esecutiva omoritmica, compatibile con repertori devozionali sillabici piuttosto che con forme contrappuntistiche complesse. I frammenti testuali leggibili consentono di riconoscere versetti riconducibili alla tradizione del Benedicta et venerabilis, graduale mariano ampiamente rielaborato alla fine del Medioevo e nel Rinascimento in forma di mottetto. Sulla base dei soli elementi iconografici è tuttavia possibile proporre un’identificazione tipologica del repertorio, senza poter ricostruire una melodia precisa né una determinata versione modale.

Sofonisba Anguissola Atto donazione

03

L'incontro palermitano tra Van Dyck e Sofonisba. Ritratto di una defunta in ottima salute?

04

Presentazione degli Atti della Giornata di Studi dedicata a Sofonisba Anguissola, con un intervento di Carla Rossi.

Il volume Sofonisba Anguissola e il suo tempo, pubblicato in Theory and Criticism of Literature and Arts, vol. 10, n. 2 (2026), raccoglie contributi di storia dell’arte dedicati alla pittrice cremonese e al contesto artistico del XVI secolo.

Interventi di:
Carla Rossi
Cecilia Gamberini
Alfio Nicotra
Giuseppe Abbita

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